Tribunale di Nuoro: sussiste l’interesse anche sopravvenuto all’accertamento negativo del debito previdenziale.

02.03.2020

Qualora il Ricorrente chieda l'accertamento negativo del debito contributivo in seguito al decorso del termine di prescrizione maturato successivamente alla notifica delle Cartelle di pagamento opposte per il tramite dell'Estratto di Ruolo, l'interesse ad agire non implica necessariamente l'attualità di un pregiudizio, potendo esso preesistere all'instaurazione del giudizio ed essere rilevato dal Giudice.

Una volta ammessa - ormai pacificamente - l'esperibilità del rimedio di cui all'art. 615 c.p.c. avverso la cartella esattoriale o l'avviso di addebito notificati e prima dell'inizio dell'esecuzione (1^ comma art. cit.), deve valutarsi la questione attinente alla sussistenza o meno, in termini generali, dell'ammissibilità dell'azione (interesse ad agire) volta ad ottenere un accertamento negativo dei fatti estintivi successivi alla formazione del titolo (sull'ammissibilità dell'azione in materia di riscossione dei tributi, si veda Cass., SS. UU., sent. n. 3444/19 e da ultimo Cass., sent. n. 3990/20 con i dovuti distinguo).

Come è ormai noto, nella giurisprudenza della Corte di Cassazione convivono due opposti orientamenti, uno volto a ritenere inammissibile per difetto di interesse l'impugnazione da parte del debitore che chieda procedersi ad un accertamento negativo del credito in assenza di alcuna attività esecutiva intrapresa o minacciata dall'amministrazione, ed il secondo invece diretto ad identificare l'interesse ad agire, e quindi l'ammissibilità dell'azione, nell'esigenza di eliminare uno stato di incertezza oggettiva sull'esistenza di un rapporto giuridico, tale da arrecare all'interessato un pregiudizio continuativo, che si protrae de dis in diem così da rinnovare quotidianamente le condizioni dell'interesse ad agire, per ottenerne dal giudice la rimozione.

Da ultimo, con Ordinanza interlocutoria n. 23603 del 2019, la Sesta sezione ha sollecitato l'intervento nomofilattico delle Sezioni Unite, in ragione del principio espresso secondo cui "In materia di riscossione dei crediti previdenziali, qualora la cartella di pagamento sia stata regolarmente notificata, è inammissibile per carenza d'interesse ad agire l'opposizione all'esecuzione ex art. 615 c.p.c., proposta avverso l'estratto di ruolo contributivo e diretta a far valere fatti estintivi sopravvenuti, difettando una minaccia attuale di atti esecutivi ed essendo ben possibile che intervenga l'eliminazione del credito in via di autotutela mediante sgravio della pretesa contributiva".

Orbene, la vicenda processuale sottoposta al Tribunale del Lavoro di Nuoro, afferiva all'opposizione avverso Cartelle di pagamento delle quali se ne chiedeva l'annullamento per omessa notifica e, in subordine, per intervenuta prescrizione quinquennale maturata anche successivamente alla loro eventuale notificazione.

In particolare, a seguito dell'istruttoria processuale, dalla quale emergeva che tutte le Cartelle di pagamento impugnate erano state notificate a mani del Ricorrente o a persona di famiglia ed erano state seguite - altresì - da una successiva Iscrizione Ipotecaria, l'Inps di Nuoro eccepiva l'inammissibilità dell'azione in difetto di procedure esecutive (attuali) e l'insussistenza della prescrizione.

Ciò posto, la sentenza in commento è meritevole di approfondimento in quanto il Giudice, in applicazione del secondo e più recente orientamento di legittimità sopra richiamato, pur in assenza della deduzione di alcuna concreta lesione di un diritto fondante l'azione di mero accertamento ad opera del Ricorrente, è giunto alla eliminazione del provvedimento afflittivo sulla base di un pregiudizio preesistente alla instaurazione del giudizio e rilevato solo all'esito dell'istruttoria processuale (l'avvenuta iscrizione ipotecaria anteriormente all'inizio del giudizio).

Nel pronunciare la declaratoria di nullità degli atti opposti per l'intervenuta prescrizione successiva, il Tribunale del Lavoro di Nuoro ha motivato nei termini che seguono: «Non può ritenersi il difetto di interesse ad agire per la mancanza di atti esecutivi, come sostenuto dall'Inps. Secondo l'orientamento recentemente seguito dalla giurisprudenza di legittimità ... l'interesse ad agire in un'zione di mero accertamento non implica necessariamente l'attualità della lesione di un diritto, essendo sufficiente uno stato di incertezza oggettiva, anche non preesistente al processo, in quanto sorto nel corso di giudizio a seguito della contestazione sull'esistenza di un rapporto giuridico o sull'esatta portata dei diritti e degli obblighi da esso scaturenti, che non sia superabile se non con l'intervento del giudice. In tal senso si è peraltro pronunciata anche di recente la Sesta sezione della Corte con l'ordinanza n. 22295 del 2019. [...] Si tratta, all'evidenza, di un giudizio di merito poiché, come chiarito da questa Corte, l'interesse ad agire deve essere valutato alla stregua della prospettazione operata dalla parte e la sua sussistenza non può essere negata sul presupposto che quanto sostenuto dall'attore non corrisponda al vero, attenendo tale valutazione di fondatezza al merito della domanda (Cass n. 11554 dl 2008; conf. Cass. n. 9934 del 2015; Cass. n. 26632 del 2006). Nel caso di specie, le parti resistenti hanno contestato l'avvenuta prescrizione del credito. Di conseguenza, alla luce dei principi esposti, non può escludersi la sussistenza dell'interesse ad agire, stante lo stato oggettivo di incertezza sull'esistenza del diritto». (Cfr. Trib. Nuoro, Sez. Lav., sent. 11.02.2020, n. 26 - all. sub n. 1)

In conclusione il Giudice di Nuoro, nel caso di specie, ha espressamente accertato l'interesse ad agire alla luce dei principi espressi e della circostanza dell'avvenuta iscrizione ipotecaria (seppur anteriormente), per cui correttamente ha disatteso la richiesta di inammissibilità formulata dall'Inps, accertamento nel merito l'intervenuta prescrizione successiva.

Avv. Giuseppe Chiaramonte