Tribunale di Nuoro: la decorrenza del termine di prescrizione ha efficacia estintiva e travolge il successivo atto interruttivo, pur se diventato definitivo.

06.03.2020

La mancata impugnazione dell'avviso di mora notificato oltre il quinquennio successivo alla Cartella prodromica, impedisce il decorrere del nuovo termine di prescrizione per effetto del carattere di indisponibilità ed irrinunciabilità che essa assume in materia previdenziale.

In disparte la vicenda processuale afferente all'opposizione avverso la Cartella di pagamento conosciuta aliunde (mediante Estratto di Ruolo) onde farne valere la nullità per sua omessa notifica e, in subordine, per un fatto estintivo sopravvenuto (prescrizione), la sentenza in commento consente di fare delle importanti riflessioni in ordine alla efficacia irrimediabilmente estintiva della prescrizione in materia contributiva, nonostante la notifica di successivi atti interruttivi (Intimazione di pagamento) illo tempore non opposti.

Nel caso di specie, a fronte dell'eccezione di prescrizione quinquennale dell'atto opposto in quanto notificato nell'anno 2010, l'Agenzia delle Entrate-Riscossione di Nuoro produceva raccomandata a/r attestante l'avvenuta notifica nell'anno 2016 (e quindi oltre il quinquennio successivo) dell'Intimazione avente ad oggetto il pagamento della Cartella esattoriale impugnata.

L'Ente riscossore, pertanto, in considerazione della richiamata circostanza (mancata impugnazione dell'atto interruttivo), eccepiva l'interruzione della prescrizione e il decorrere del nuovo termine dalla notifica dell'avviso di mora (avvenuta nel 2016) e, per l'effetto, l'inammissibilità dell'azione per carenza di interesse o, in subordine, per sua tardività in violazione dell'art. 617 c.p.c. ed artt. 24 e 29 - D.Lgs. n. 46/99.

Il Tribunale di Nuoro, previa verifica della sussistenza dell'interesse ad agire "nell'esigenza di eliminare uno stato di incertezza oggettiva sull'esistenza di un rapporto giuridico", riteneva irrimediabilmente prescritti i crediti opposti nonostante la notifica del successivo atto interruttivo divenuto irretrattabile (definitivo) per sua omessa impugnazione, tenuto conto che quest'ultimo era stato inviato dopo l'inutile decorso del termine prescrizionale di cui all'art. 3, co. 9, lett. b) della L. n. 335/1995 e che tale circostanza non poteva certo determinare la "reviviscenza" di un diritto ormai perento.

La ratio sottesa al decisum in commento, pur se sintetica e poco esaustiva, prende le mosse dal principio ormai pacifico in dottrina (purtroppo assiduamente disatteso in giurisprudenza) in base al quale la prescrizione, in materia previdenziale, deroga alla disciplina generale prevista dal codice civile, essendo sottratta alla disponibilità delle parti (operatività ope legis e non ope exceptionis) ai sensi dell'art. 3, co. 9 cit. (testualmente, i contributi prescritti "non possono più essere versati") e, più in generale, del D.P.R. n. 818/57 secondo cui i contributi indebitamente versati non sono computabili agli effetti del diritto alle prestazioni previdenziali.

Le Sezioni Unite della Cassazione, d'altro canto, con sentenza n. 23397/2016 avevano sancito che la mancata opposizione della Cartella esattoriale e del successivo avviso di mora comunicato oltre il termine prescrizionale - pur determinando nel merito l'irretrattabilità della pretesa ex art. 24 del D.Lgs. n. 46/99 - non esclude l'accertamento officioso della prescrizione, stante i caratteri di "stretta osservanza", "ordine pubblico", "indisponibilità" ed "irrinunciabilità" che essa assume in subiecta materia.

Da ultimo, in linea con il richiamato principio, la Corte di Cassazione con Ordinanza del 14.01.2020 ha ribadito che «nel caso di specie, peraltro, non ha rilievo l'interruzione della prescrizione per effetto della notifica dell'Intimazione di pagamento, posto che quest'ultima è intervenuta dopo il termine di cinque anni dalla notifica delle Cartelle e, quindi, dopo che la prescrizione quinquennale era già maturata». (Cfr. Cass., Ord. 14.01.2020, n. 454)

In conclusione, dunque, e conformemente al principio di diritto passato in rassegna, la statuizione del Tribunale di Nuoro in commento risulta coerente, sul piano logico e giuridico, con il sistema che impedisce all'Inps (ed anche all'Inail) di agire coattivamente per il recupero di contributi che lo stesso non può trattenere (e che dovrebbe eventualmente restituire) in quanto già prescritti.

Avv. Giuseppe Chiaramonte