Si prescrive nel termine ordinario decennale il diritto del contribuente ad ottenere il rimborso dell'IVA eccedente

09.07.2019

Con la pronuncia della recentissima Ordinanza n. 18110, depositata lo scorso 5 luglio 2019, la Suprema Corte di Cassazione ha inteso nuovamente ribadire il principio di diritto già più volte dai suoi Giudici statuito, ossia che «in tema d'IVA, ove il credito di imposta sia già desumibile dalle dichiarazioni del contribuente e non sia contestato dall'Amministrazione finanziaria, non è necessaria una specifica istanza di rimborso, che costituisce solo il presupposto di esigibilità per l'avvio del relativo procedimento, per cui [...] trova applicazione il termine di prescrizione decennale ex art. 2946 c.c.».

Nel caso di specie, il Supremo Consesso ha dunque riformato la sentenza della CTR che, diversamente ritenendo, aveva respinto l'appello del contribuente, sostenendo che dovesse trovare applicazione l'art. 21 - D.Lgs. n. 546/92 e che, inoltre, al contribuente non spettasse il rimborso dell'imposta versata in eccedenza, poiché reo di i) non aver presentato apposita istanza di rimborso all'A.F. e ii) di non aver indicato il predetto importo preteso a restituzione nel pertinente campo interno al modulo all'uopo predisposto.

In definitiva, sostengono i Giudici di vertice, ai fini del rimborso IVA è ininfluente la presentazione della relativa istanza ad opera del contribuente, rilevando invero la sola circostanza ch'esso abbia versato l'imposta e indicato la stessa nella sua dichiarazione, condizione questa necessaria e sufficiente a far insorgere a suo favore il diritto (esercitabile nei successivi dieci anni) a richiederne il rimborso.

Dott. Angelo L. Ferrari