Notifica a soggetto "momentaneamente irreperibile". Non è sufficiente la prova dell'invio della raccomandata informativa

10.02.2017

Ai fini della validità del procedimento notificatorio, l'Agenzia delle entrate non può limitarsi a dimostrare l'invio della raccomandata informativa, essendo necessaria la prova della sua consegna. Lo ha statuito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 2869 depositata il 3.02.2017

La Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza in commento, ha censurato il decisum del gravame, che aveva disposto in ordine alla raggiunta prova del corretto adempimento di tutte le formalità previste per la notifica dell'atto impugnato (posta in essere, nella fattispecie in esame, ai sensi dell'art. 140 c.p.c.), fondando il suo convincimento sul fatto che il procedimento notificatorio si fosse concluso positivamente con il semplice invio della raccomandata informativa.

Secondo i Giudici di legittimità, infatti, la decisione in parola si pone in netto contrasto con la pronuncia costituzionale n. 3/2010, in virtù del fatto che la prova dell'invio di detta raccomandata informativa è prevista solo a garanzia di difesa e a tutela del contraddittorio, essendo invece necessario - ai fini della dimostrazione della ritualità della notifica dell'atto ai sensi dell'art. 140 c.p.c. - produrre agli atti di causa l'ulteriore prova della positiva conclusione della consegna di detta raccomandata al destinatario dell'atto stesso.

Si da, quindi, pacifica continuità ad una questione che già nell'anno 2010 aveva dettato le direttrici processuali a tale necessario adempimento, mediante il deposito della richiamata sentenza della Corte Cost. n. 3/2010, uniformando la disciplina della notifica brevi manu, ex art. 140 c.p.c., a quella prescritta, per la notifica a mezzo posta, dall'art. 8 - Legge n. 890/82.

Dott.ssa Samanta Camarda