L'imminenza del termine decadenziale non costituisce ipotesi derogatoria dei termini dilatori di emissione dell'accertamento

30.07.2018

La Suprema Corte ribadisce il principio di diritto, già più volte statuito, in forza del quale «è invalido l'atto impositivo emesso ante tempus», la cui sola ragione di emissione anticipata sia il mero «approssimarsi del termine decadenziale di emissione dell'atto impositivo medesimo, allegato dall'Ente impositore quale ragione di urgenza derogatoria del primo termine».

Con l'Ordinanza dello scorso 25 luglio 2018, n. 19789, i Massimi Giudici di legittimità hanno dichiarato l'inammissibilità del ricorso proposto dall'Agenzia delle Entrate che, proponendo opposizione ad una sentenza della C.T.R. Campania, chiedeva la sua riforma, sostenendo che l'emissione anticipata dell'avviso di accertamento oggetto della lite fosse legittima, dacché giustificata dall'approssimarsi del termine di decadenza di cui all'art. 43 - D.P.R. n. 600/73.

Ebbene, magistralmente argomentando, il Collegio ha viceversa affermato che «in materia di garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali, le ragioni di urgenza che, ove sussistenti e provate dall'Amministrazione finanziaria, consentono l'inosservanza del termine dilatorio di cui alla L. n. 212 del 2000, devono consistere in elementi di fatto che esulano dalla sfera dell'ente impositore e fuoriescono dalla sua diretta responsabilità, sicché non possono in alcun modo essere individuate nell'imminente scadenza del termine decadenziale dell'azione accertativa».

Nel ribadire il principio ormai consolidato e, in questa sede, ulteriormente confermato, dunque, i Supremi giudici pongono ancora una volta una evidente misura di garanzia del diritto riconosciuto al contribuente oggetto di verifica fiscale in loco, con conseguente rilascio del P.V.C., a poter comunicare, ex art. 12, co. 7 dello Statuto (L. n. 212/2000), «entro sessanta giorni osservazioni e richieste che sono valutate dagli uffici impositori».

Pertanto, i principi di diritto che si ricavano dal pronunciamento qui in commento sono i seguenti:

1. l'approssimarsi del termine per procedere all'accertamento del tributo non rappresenta circostanza ex se idonea a derogare, comprimendoli, i termini dilatori ut supra spiegati;

2. l'emissione ante tempus può essere giustificata dalla sola sussistenza di "effettive esigenze di urgenza" che, in ogni caso, esulino dall'atteggiamento non tempestivo dell'A.F.

3. l'accertamento altrimenti emesso prima del decorso del termine di 60 gg, ope legis, non supportato da idonee necessità di speditezza, è da considerarsi nullo.

Ma v'è di più.

Di fatti, a ben vedere e, giustamente statuendo, gli ermellini precisano inoltre che le c.d. cause derogatorie, non solo devono sussistere e, non dipendere dall'amministrazione, ma in più, devono essere altresì debitamente specificate in seno alla motivazione dell'atto emanando, di guisa che, vice versa, lo stesso dovrà considerarsi affetto da difetto di motivazione.

Per tale ultima ragione, sarà interesse ed onere del contribuente eccepire in ricorso la nullità del provvedimento, sì da ottenere un riparatorio suo annullamento in sede giurisdizionale.

Dott. Angelo L. Ferrari