La raccomandata informativa rappresenta l'adempimento conclusivo del procedimento notificatorio, ex art. 140 c.p.c.

02.10.2018

I Massimi Giudici di legittimità confermano, ancora una volta, la necessità che al ricorrente sia notiziata l'avvenuta notificazione (a mani diverse) dell'atto, attraverso il necessario invio della Raccomandata informativa che, per tanto, rappresenta il passo conclusivo ovvero l'«adempimento essenziale del procedimento di notifica».

Attraverso la pronuncia dell'Ordinanza n. 17235 dello scorso 2 luglio, la Suprema Corte di Cassazione è nuovamente intervenuta sul tema della prova che la parte resistente è tenuta a fornire in giudizio, al fine di comprovare l'avvenuta rituale notificazione dell'atto oggetto di opposizione da parte del ricorrente.

Ebbene, a parere dei Massimi Decidenti, laddove la notifica sia stata posta in essere non già in mani del legittimo destinatario, bensì a favore di terzi (nel caso di specie alla moglie del contribuente), è necessario che l'Ufficio, ovvero l'Ente della Riscossione, a fronte dell'eccepito difetto di notifica dell'atto, forniscano in giudizio la prova dell'avvenuto espletamento di ciascuno degli adempimenti imposti dagli art. 139 e 140 c.p.c. e, per ciò che segnatamente attiene i provvedimenti tributari, dall'art. 60 - D.P.R. n. 600/73.

In altri termini, a insindacabile giudizio dei Giudici di Piazza Cavour, «tenuto conto delle pronunce della Corte Costituzionale n. 258 del 22 novembre 2012 [...] e 3 del 2010 che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 140 c.p.c., nella parte in cui prevede che la notifica si perfeziona, per il destinatario, con la spedizione della raccomandata informativa, anziché con il ricevimento della stessa o, comunque, decorsi dieci giorni dalla relativa spedizione - ha deciso che nei casi di irreperibilità cd. relativa" del destinatario va applicato l'art. 140 c.p.c., in virtù del combinato disposto D.P.R. n. 600 del 1973, citato art. 26, u.c. e art. 60, comma 1, alinea».

Sì orientando il proprio convincimento, dunque, gli Ermellini hanno statuito che la prova dell'avvenuta rituale notificazione dell'atto impugnato sia fornita solo attraverso il deposito dell'avviso di ricevimento della raccomandata informativa«non essendo sufficiente la sola spedizione».

Orbene, ciò che si apprende dal pronunciamento qui in oggetto, la cui peculiarità consiste proprio nell'equiparare la raccomandata informativa di cui alla lett. b-bis) dell'art. 60 sopracitato, a quella prescritta dal 140 c.p.c. (che però è un CAD e non un CAN), è che persino in occasione di notifica eseguita in mani di un parente del destinatario:

1. è necessario che l'Ufficio ovvero l'Ente della riscossione avvisi il contribuente per il tramite della raccomandata informativa;

2. in caso di contestazione sul punto, ad opera del ricorrente, la parte resistente è onerata dell'obbligo di fornire in giudizio la prova dell'avvenuta spedizione e della relativa ricezione della raccomandata de qua,

dott. Angelo L. Ferrari