La pronuncia di "C.M.C." prima del perfezionamento della procedura di rottamazione-ter rischia di essere gravemente pregiudizievole per il contribuente

29.11.2019

Era facoltà del contribuente di aderire alla c.d. "Rottamazione-ter" limitatamente ad alcuni o tutti i ruoli delle cartelle di pagamento oggetto del contendere di uno stesso contenzioso. Ove questi abbia agito in tali termini, il Collegio giudicante è tenuto a sospendere il processo fino al perfezionamento della procedura per i carichi tributari compresi nella suddetta definizione, e non a dichiarare la "cessata materia del contendere" ancora prima che si sia verificato il pagamento dell'unica o ultima rata, pregiudicando invero l'eventuale interesse dell'attore a proseguire il giudizio qualora la procedura di definizione agevolata non dovesse perfezionarsi.

ll caso

A seguito di impugnazione di ruoli portati da tre cartelle di pagamento, il contribuente depositava memoria presso la C.T.P. di Catania adita, dichiarando e dimostrando di aver protocollato domanda di definizione agevolata (c.d. "Rottamazione-ter") per due dei tre atti oggetto del contendere. Chiedeva, perciò, disporsi la separazione dei processi ai sensi dell'art. 29, co. 3 - D.Lgs. n. 546/92, non essendo più possibile la trattazione congiunta dei tre atti impugnati, dovendosi decidere la controversia solo limitatamente alla cartella non rottamata e dovendosi invero sospendere il processo, per i provvedimenti oggetto di definizione agevolata.

Il Collegio, ancora prima del termine ultimo entro il quale il riscossore potesse comunicare al contribuente le "somme dovute" a seguito dell'adesione alla rottamazione, preso atto di quanto illustrato in memoria dal ricorrente, definitivamente pronunciandosi con sentenza n. 6761 del 1.7.2019, accoglieva il ricorso sulla cartella non rottamata, dichiarando per gli atti impugnati oggetto di definizione la "cessata materia del contendere".

Tuttavia, il contribuente, successivamente al deposito della sentenza, riceveva dal riscossore risposta di diniego all'adesione alla definizione agevolata delle due cartelle per le quali era stata dichiarata cessata la materia del contendere.

Commento

Nel rapporto tra definizione agevolata dei carichi affidati all'agente della riscossione e contenzioso, il Legislatore, al comma 6 dell'art. 3 - D.L. n. 119/2018, ha tanto positivizzato: «Nella dichiarazione di cui al comma 5 (Dichiarazione di adesione alla definizione agevolata, n.d.r.) il debitore indica l'eventuale pendenza di giudizi aventi ad oggetto i carichi in essa ricompresi e assume l'impegno a rinunciare agli stessi giudizi, che, dietro presentazione di copia della dichiarazione e nelle more del pagamento delle somme dovute, sono sospesi dal giudice. L'estinzione del giudizio è subordinata all'effettivo perfezionamento della definizione e alla produzione, nello stesso giudizio, della documentazione attestante i pagamenti effettuati; in caso contrario, il giudice revoca la sospensione su istanza di una delle parti».

Quindi, a seguito dell'adesione alla c.d. "Rottamazione-ter", nel caso in cui i ruoli fossero oggetto di contenzioso, il Giudice adito ha il dovere ex lege di sospendere il processo per i carichi tributari compresi nella suddetta definizione, fino al perfezionamento della procedura, che avviene col pagamento dell'unica o ultima rata da piano di rateizzo, con onere di deposito delle ricevute di pagamento effettuate. L'estinzione del giudizio potrà essere dichiarata dal Collegio solo dopo il verificarsi di tali passaggi.

Sancita la subordinazione dell'estinzione del giudizio all'effettivo perfezionamento della procedura, è dunque di facile interpretazione l'intenzione del Legislatore, il quale - conscio, tra l'altro, che l'inadempimento alla definizione non produce effetti ed anzi attribuisce all'esattore il diritto di procedere al recupero di quella somma per la quale il debitore aveva fatto dichiarazione di avvalimento della procedura di definizione agevolata (al netto di quanto eventualmente versato nel frattempo) - in virtù dell'ultimo periodo del summenzionato comma 6, concede piena facoltà alla parte che ne ha interesse di chiedere la ripresa del processo sospeso, ex art. 43 - D.Lgs. 546/92, affinché si possa addivenire ad una pronuncia sostanziale sulla pretesa in contestazione.

Considerato l'iter sopra delineato, pare doveroso evidenziare che l'estinzione del giudizio a cui fa riferimento l'art. 3, co. 6 - D.L. n. 119/2018, nel processo tributario, non può avvenire né per "rinuncia" (art. 44 - D.Lgs. n. 546/92), né per "inattività delle parti" (art. 45 - D.Lgs. n. 546/92). Considerato inoltre che «l'impegno alla rinuncia del giudizio» menzionato dalla norma in commento non corrisponde alla "rinuncia al ricorso" di cui all'art. 44 (come sancito dalle diverse corti di legittimità e di merito, ex multis C.T.R. Sicilia, sent. 5.02.2019, n. 645), in definitiva l'estinzione del giudizio menzionata corrisponde alla "estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere" di cui all'art. 46 del D.Lgs. n. 546 del 1992, che, come detto, è subordinata al perfezionamento della procedura, ossia all'integrale pagamento di quanto dovuto per la definizione agevolata.

Qualora il Collegio, come nel caso di specie, dovesse contravvenire all'iter delineato dal Legislatore, dichiarando, ancor prima del perfezionamento della definizione, la "Estinzione del giudizio per cessata materia del contendere", ciò pregiudicherebbe il diritto del contribuente a riprendere il giudizio per addivenire ad una pronuncia sostanziale sulla pretesa in contestazione.

Gli effetti di una siffatta decisione del Collegio Giudicante si riverberano sul contribuente in modo sostanziale. A tal proposito, è necessario rimarcare che la previsione normativa di "Estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere" non è relativa ad aspetti processuali della controversia (come per i casi degli articoli 44 e 45) e pertanto non ha efficacia di giudicato sulla pretesa (o sulla sentenza impugnata), essendo in effetti una pronunzia processuale di sopravvenuta carenza di interesse, inidonea a formare il giudicato sostanziale, ma solo processuale, limitandosi tale efficacia di giudicato, appunto, al solo aspetto del venir meno dell'interesse alla prosecuzione del giudizio per sentire accolta la domanda (Cfr. ex multis,Cass., SS.UU., sent. 31.08.2015, n. 17312; Cass., sent. 24.02.2015, n. 3598). Se, infatti, non vi sia più motivo di contrasto tra le parti contrapposte nel processo, non vi è ragione che lo stesso prosegua sino a giungere ad una sentenza i cui effetti sono già stati raggiunti per altra via. Inoltre, come nel caso in commento, poiché la cessazione della materia del contendere attiene, appunto, alla domanda e poiché la stessa può essere molteplice o, comunque, complessa ovvero riferibile ad alcune parti soltanto del processo plurilaterale, può darsi il caso che l'estinzione riguardi una sola delle parti del processo o solo alcune delle domande proposte (d'altra parte, un'estinzione del giudizio "parziale" per rinuncia al ricorso (art. 44) o per inattività delle parti (art. 45), non è stata contemplata dal Legislatore).

Dunque, nel caso in esame, il Giudice (non avendo separato i ricorsi, né sospeso il processo fino al perfezionamento della procedura di Rottamazione), con la prematura dichiarazione della cessata materia del contendere, giacché inidonea a formare il giudicato sostanziale sulla pretesa, ha fatto sì che l'atto impugnato riprendesse vigore nella totalità della sua pretesa originaria, costringendo il ricorrente (che date le circostanze avrebbe tutto l'interesse ad addivenire ad una pronuncia sostanziale a lui favorevole sulla pretesa in contestazione) a proporre appello avverso tale enunciazione.

In definitiva, il Giudice, in coerenza con quanto precede, avrebbe dovuto adottare i giusti provvedimenti del caso nel seguente ordine: a) sospendere il giudizio sino alla data di scadenza dell'ultimo pagamento; b) valutare la documentazione attestante i pagamenti effettuati dal contribuente; c) se detta documentazione fosse stata poi ritenuta idonea a produrre il perfezionamento della procedura di Rottamazione, dichiarare l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere.

dott. Vincenzo Stefano Primo Guarnera