Inefficace, tanto nei confronti della società estinta, quanto degli ex soci, la notifica intervenuta dopo la cancellazione dal Registro delle Imprese

09.01.2019

Interessante, per quanto attiene ai temi trattati ed alla puntuale esegesi delle norme effettuata dal Collegio decidente, la sentenza n. 77 pronunciata dalla C.T.P. di Palermo lo scorso 7 gennaio 2019.

La lite afferiva ad una impugnazione (promossa dall' ex socio) di un atto di pignoramento prezzo terzi con il quale l'Ente della riscossione agiva a tutela di un suo presunto credito erariale vantato nei confronti della cessata società e della cui debenza, a parere del Concessionario, l'ex socio sarebbe stato coobbligato.

Ebbene, innanzitutto si osserva che, in accoglimento dell'eccezione di parte ricorrente (il quale aveva lamentato l'inammissibilità della costituzione in giudizio dell'Ente riscossore per il tramite di un avvocato del libero foro) i Giudici hanno statuito che la società Concessionaria del servizio di riscossione «deve ritenersi irritualmente costituita ... con la conseguente irrilevanza processuale delle difese articolate e la inutilizzabilità della documentazione prodotta».
Quanto poi agli effetti conseguenti, sul piano sostanziale e su quello processuale, dalla cancellazione della società (in fattispecie una S.n.c.), magistralmente argomentando, i giudici panormiti hanno affermato che, sì come è ormai pacifico insegnamento della Suprema Corte di Cassazione, «in tema di società, il nuovo testo dell'art. 2495 cod. civ. [...] si applica anche alle società di persone», in relazione alle quali la cancellazione, «pur avendo natura dichiarativa, consente di presumere il venir meno della loro capacità e soggettività limitata», incombendo sull'A.F. l'onere di provare la continuazione dell'operatività sociale dopo l'avvenuta cancellazione che, laddove dimostrata, consentirebbe di desumere che la società, di fatto, non abbia mai cessato di esistere (Cfr., in termini, Cass., SS.UU. Sent. 6070/2013)
Ed ancora i medesimi Decidenti aditi hanno correttamente ribadito che si applica anche alle società di persone il generale principio di diritto (ormai pacificamente accordato anche all'estinzione delle associazioni non riconosciute, sebbene con le peculiarità proprie di queste) (*) secondo il quale la cancellazione della società dal Registro delle imprese «determina l'estinzione dell'ente e, quindi la cessazione della sua capacità processuale» non essendo invocabile, dall'Ufficio, l'applicazione del disposto di cui all'art. 28, co. 4 - D.Lgs. n. 175/2015 (differimento quinquennale degli effetti della cancellazione), dacché trattasi di un istituto che «si applica esclusivamente ai casi in cui la richiesta di cancellazione della società dal registro delle imprese (che costituisce il presupposto di tale differimento) sia presentata nella vigenza della nuova disciplina di detto d.lgs., ossia il 13 dicembre 2014, o successivamente».
Ed ancora, i Giudici che hanno pronunciato la sentenza qui in commento hanno altresì precisato che «è indubbiamente vero che "a seguito della cancellazione della società [...] viene a determinarsi un fenomeno di tipo successorio, in forza del quale i rapporti obbligatori facenti capo all'ente non si estinguono [...] ma si trasferiscono ai soci, i quali ne rispondono dei limiti di quanto riscosso a seguito della liquidazione o illimitatamente, a seconda del regime giuridico dei debiti sociali cui erano soggetti pendente societate» ma è a tal fine necessario che l'Ente impositore (ovvero il concessionario) espleti, a tal uopo, una specifica «procedura nei confronti dell'obbligato».

Sicché, ha concluso il Collegio, atteso che in fattispecie detta procedura diretta, nei confronti dell'obbligato, «non è avvenuta in quanto ... risulta che gli atti presupposti non vennero notificati all'odierno ricorrente, astrattamente obbligato, in quanto successore, per i debiti societari, né, ritualmente, alla società, essendo stati indirizzati alla stessa in epoca ben successiva alla sua estinzione», la notifica così eseguita deve considerarsi priva di effetti tanto nei confronti dell'ex socio, quanto della cessata società.

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* Vds. in argomento, C. Ferrari - A. Ferrari, "Associazioni non riconosciute: la cessazione dell'attività è equiparata alla cancellazione dal registro delle imprese" in Corriere Tributario n. 45/2016

dott. Angelo L. Ferrari