Cass., Ord. 16.09.2021, n. 25038

21.09.2021

Ricorso per cassazione, notifica di atti processuali non andati a buon fine per ragioni non imputabili al notificante. Domanda nuova inammissibile in appello. Omessa presentazione della dichiarazione dei redditi, ricorso a presunzioni cd. supersemplici.

"Deve, pertanto, enunciarsi il seguente principio di diritto: «In caso di notificazione di atti processuali non andata a buon fine per fatto altrui, il fatto che la notificazione non sia andata a buon fine per ragioni imputabili al solo agente notificatore - il quale fornisca attestazioni ideologicamente errate circa la non effettività del domicilio del destinatario invece rimasto inalterato e positivamente riscontrato dal altro agente notificatore in successivo accesso - integra una di quelle circostanze eccezionali, di cui va data prova rigorosa, che consente al notificante incolpevole di conservare gli effetti collegati alla richiesta originaria anche se abbia riattivato il processo notifica tono senza il rigoroso rispetto del limite di tempo pari alla metà dei -termini indicati dall'art. 325 cod. proc. civ. stabilito da Cass., Sez. LI., 15 luglio 2016, n. 14594». La rinnovazione della notificazione, in quanto completata nel caso di specie cinquantacinque giorni dopo l'originario tentativo di notificazione non andata a buon fine, deve considerarsi tempestiva [...] Per costante giurisprudenza di questa Corte, si ha domanda nuova - inammissibile in appello - per modificazione della causa petendi quando il diverso titolo giuridico della pretesa, dedotto innanzi al giudice di secondo grado, essendo impostato su presupposti di fatto e su situazioni giuridiche non prospettate in primo grado, comporti il mutamento dei fatti costitutivi del diritto azionato e, introducendo nel processo un nuovo tema di indagine e di decisione, alteri l'oggetto sostanziale dell'azione e i termini della controversia, in modo da porre in essere una pretesa diversa, per la sua intrinseca essenza, da quella fatta valere in primo grado e sulla quale non si è svolto in quella sede il contraddittorio. La novità della domanda o motivo nuovo in appello scaturisce, pertanto, dalla introduzione in grado di appello di un fatto storico diverso da quello allegato in primo grado [...] Secondo una costante giurisprudenza di questa Corte, in caso di omessa presentazione della dichiarazione dei redditi, il potere di accertamento di ufficio dell'amministrazione finanziaria ex art. 41 d.P.R. n. 600/1973 prescinde dalla metodologia di cui all'art. 39 d.P.R. cit. (in tema di accertamento induttivo), potendo l'Ufficio ricorrere a presunzioni cd. supersemplici, prive dei requisiti di gravità, precisione e - concordanza, la cui allegazione comporta l'inversione dell'onere della  prova a carico del contribuente, purché siano determinati, ancorché induttivamente, i costi relativi ai maggiori ricavi accertati, tenuto conto delle componenti negative emerse dagli accertamenti compiuti".