Anche la proroga della sospensione dei termini di versamento delle definizioni agevolate finisce nel calderone della "Lotteria dei decreti"

04.12.2020

Rottamazione-ter e "Saldo e stralcio": Modalità operative e suggerimenti pratici.

Con l'art. 4 - D.L. n. 157 (cd. "Decreto Ristori quater"), pubblicato in G.U. n. 297 del 30 novembre 2020, è stato modificato l'art. 68, co. 3 del "Decreto Cura Italia" (D.L. n. 18/2020), concedendo di fatto un'ulteriore Proroga della Sospensione dei termini di versamento delle definizioni agevolate quali la Rottamazione-ter (ex art. 3 - D.L. n. 119/2018), il Saldo e stralcio (ex art. 1, co. 190 e 193 - L. n. 145/2018), nonché della definizione agevolata delle risorse UE (ex art. 5 - D.L. n. 119/2018), rinviando all'1 marzo 2021 il termine per il pagamento delle rate scadute nel 2020, in precedenza fissato al 10 dicembre 2020 dall'art. 154 - D.L. n. 34/2020 (cd. "Decreto Rilancio").

In termini operativi, per i contribuenti in regola con il pagamento delle rate del 2019, il mancato, insufficiente o tardivo versamento di quelle in scadenza per l'anno 2020, non determina la perdita dei benefici della Definizione agevolata se gli stessi importi riportati nei bollettini contenuti nella "Comunicazione delle somme dovute" già in possesso del contribuente verranno integralmente corrisposti entro il 1° marzo 2021.

Appare inoltre opportuno precisare che, per espressa previsione dello stesso co. 3 dell'art. 68 del "Decreto Cura Italia", non si applicano le disposizioni di cui all'articolo 3, co. 14-bis - D.L. n. 119/2018 a mente del quale «Nei casi di tardivo versamento delle relative rate non superiore a cinque giorni, l'effetto di inefficacia della definizione, previsto dal comma 14, non si produce e non sono dovuti interessi». In altri termini, qualora il contribuente dovesse effettuare il pagamento parziale o integrale delle rate scadute nel 2020 successivamente al termine perentorio dell'1 marzo 2020, la misura agevolativa non si perfezionerà e i pagamenti ricevuti saranno considerati a titolo di acconto sulle somme originariamente dovute, per cui il contribuente, al fine di estinguere il proprio debito originario, sarà costretto a versare anche le somme che in caso di perfezionamento della procedura agevolativa non avrebbe dovuto versare (ad es. le sanzioni e gli interessi di mora).

Si ricorda inoltre che, con espresso riferimento alla Rottamazione-ter, lo stesso 1° marzo è prevista anche la scadenza del versamento della prima rata del 2021 e che, da quanto precisato sul proprio sito istituzionale dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione, anche per la summenzionata rata «in caso di versamenti effettuati oltre tale termine, o per importi parziali, la misura agevolativa non si perfezionerà e i pagamenti ricevuti saranno considerati a titolo di acconto sulle somme complessivamente dovute». Ebbene, un assunto del genere, a parere di chi scrive, si porrebbe in violazione rispetto a quanto sancito dal summenzionato co. 14-bis dell'art. 3 - D.L. n. 119/2018 (secondo il quale, si ribadisce, l'effetto di inefficacia della definizione non si produrrebbe qualora il contribuente effettuasse il versamento della rata entro cinque giorni dalla sua naturale scadenza), la cui disapplicazione è stata prevista dal "Decreto Cura Italia" solo ed esclusivamente per le rate scadute nel 2020 (per le quali è stata concessa la proroga di versamento all'1 marzo 2021) e non anche per le rate la cui scadenza naturale è prevista a partire dall'anno 2021.

A proposito di scadenze inoltre si rammenta che sempre alla data dell'1 marzo 2020 è prevista la scadenza della quarta rata della Definizione agevolata delle liti fiscali pendenti e che sempre nel mese di marzo, precisamente giorno 31, è altresì prevista la scadenza della seconda rata della definizione agevolata del Saldo&Stralcio.

Alla luce di dette scadenze, considerato che prassi comune non esclude che uno stesso contribuente possa aver aderito a più procedure agevolative e considerato altresì che la sommatoria delle rate eventualmente non pagate nel 2020 potrebbe raggiungere cifre importanti (ribadiamo che per non decadere dalla definizione agevolata, le rate scadute nel 2020 devono essere versate integralmente entro l'1 marzo 2021), potrebbe essere opportuno mettere in atto un'oculata ed autogestita pianificazione dei versamenti delle somme dovute entro l'1 marzo 2021 dacché questi possono essere effettuati in qualunque istante anche prima della scadenza dell'1 marzo 2020.

Inoltre, sempre nell'ottica della suddetta pianificazione, si ritiene opportuno far presente che comunque ed in ogni caso i soggetti decaduti dalla "Rottamazione-ter" per mancato, insufficiente o tardivo versamento delle somme scadute nel 2019, grazie alle novità introdotte dal "Decreto Rilancio" (DL 34/2020), possono presentare la domanda di dilazione del pagamento per le somme ancora dovute ai sensi dell'art. 19 - D.P.R. n. 602/1973.

Infine si segnala che in virtù del neo introdotto art. 7, co. 6 del "Decreto Ristori quater", il Legislatore ha esteso la medesima possibilità di rateizzo ex art. 19 - D.P.R. n. 602/1973anche in favore dei contribuenti decaduti dai benefici della "prima Rottamazione" (D.L. n. 193/2016) e "Rottamazione-bis" (D.L. n. 148/2017), in deroga alle previsioni in essi contenute.

Dott. Vincenzo Stefano Primo Guarnera