Ai tributi iscritti a ruolo non si applica il termine di prescrizione decennale, previsto solo per le sentenze passate in giudicato

09.02.2017

Anche per la C.T.P. di Catania, il termine di prescrizione derivante dalla mancata impugnazione della cartella di pagamento, è di cinque anni decorrenti dall'intervenuta definitività dell'atto, non potendosi legittimamente applicare il termine decennale previsto per le pronunce coperte da giudicato. Lo ha statuito la Suprema Corte di Cassazione con la sentenza n. 4338 depositata nel 2014.

Le cartelle di pagamento ritenute inoppugnabili sono soggette al termine di prescrizione breve poiché, la eventuale mancata impugnazione delle stesse comporta l'interruzione dei termini di prescrizione (che ricominciano a decorrere dal giorno successivo) ma non ne determina la trasformazione nel più lungo termine decennale previsto dall'art. 2953 c.c..

Siffatto principio è stato di recente confermato, come noto, dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, sent. 17.11.2016, n. 23397, che ha chiaramente statuito che «1. la scadenza del termine - pacificamente perentorio - per proporre opposizione a cartella di pagamento [...] produce soltanto l'effetto sostanziale della irretrattabilità del credito contributivo senza determinare anche l'effetto della c.d. "conversione" del termine di prescrizione breve (nella specie, quinquennale secondo la L. n. 335 del 1995, art. 3, commi 9 e 10) in quello ordinario (decennale), ai sensi dell'art. 2953 c.c.. Tale ultima disposizione, infatti, si applica soltanto nelle ipotesi in cui intervenga un titolo giudiziale divenuto definitivo, mentre la suddetta cartella, avendo natura di atto amministrativo, è priva dell'attitudine ad acquistare efficacia di giudicato. 2. E' di applicazione generale il principio secondo il quale la scadenza del termine perentorio stabilito per opporsi o impugnare un atto di riscossione mediante ruolo o comunque di riscossione coattiva produce soltanto l'effetto sostanziale della irretrattabilità del credito ma non determina anche l'effetto della c.d. "conversione" del termine di prescrizione breve eventualmente previsto in quello ordinario decennale, ai sensi dell'art. 2953 c.c.. Tale principio, pertanto, si applica con riguardo a tutti gli atti - comunque denominati - di riscossione mediante ruolo o comunque di riscossione coattiva di crediti degli enti previdenziali ovvero di crediti relativi ad entrate dello Stato, tributarie ed extratributarie, nonché di crediti delle Regioni, delle Province, dei Comuni e degli altri Enti locali nonché delle sanzioni amministrative per la violazione di norme tributarie o amministrative e così via».

In perfetta armonia con la pronuncia in parola, la C.T.P. di Catania, con propria sentenza n. 13229 ha annullato le iscrizioni a ruolo per un ammontare complessivo pari a circa € 900.000,00- contenute nelle intimazioni di pagamento impugnate per intervenuta inesorabile prescrizione di queste, condannando altresì l'Agente della riscossione alla refusione delle spese.

Dott.ssa Samanta Camarda